Il Progetto Pedagogico dell’Asilo Nido Barnepark

Il Progetto Pedagogico dell’Asilo Nido Barnepark  prende spunto proprio da una casa con il tetto di paglia nel bel mezzo di un parco scandinavo, perché tale è il suo nome. È arredata con accessori semplici ed essenziali, un lungo tavolo e sedie piccine, un acquaio e un fornello, tanti disegni appesi al muro, un armadio e una piccola libreria. Immersa nel verde di betulle e abeti presenta all’esterno attrezzature di divertimento. È il luogo in cui si ritrovano i bambini in età prescolare (sino a 3 anni) che, con i loro educatori, si avvicinano al mondo della Natura. La pedagogia scandinava cita spesso la Natura come primo approccio alle conoscenze del bambino. Barnepark è il primo vero contatto con la Natura, l’immersione pura in un benessere totale e armonioso che lo guiderà nella sua evoluzione e crescita.

Il personaggio che ci accompagna è un “Nisse” (nome scandinavo per indicare “gnomo”). I Nisse hanno avuto una grande diffusione nei boschi dell’Europa sin dal 1200, sono quasi sempre vissuti dentro o intorno alle fattorie prendendosi cura degli animali da cortile, curando quelli della foresta, vivendo in armonia con la Natura. Alti circa 20 centimetri, buoni, generosi e amichevoli, ci aiuteranno a rimettere ordine nell’ambiente scomposto e inquinato in cui viviamo. L’importante è riuscire a vederli… Il Progetto Pedagogico dell’Asilo Nido Barnepark si riferisce ad un’immagine di bambino:

  • Che si sviluppa a tutti i livelli (psicomotorio, sociale, affettivo, cognitivo) nella relazione con gli altri bambini, con gli adulti, con il suo ambiente;
  • Sano, forte, competente, curioso;
  • Disponibile al nuovo, dotato di grande energia e spinto dalla volontà di crescita;
  • Protagonista che assorbe e produce sapere;

Nel nostro Progetto Pedagogico gli obiettivi educativi fanno riferimento ad una nuova concezione del bambino considerato non più come polo ricevente e oggetto delle influenze ambientali, ma persona che si evolve all’interno di una relazione intersoggettiva.

Questa prospettiva è sostenuta da studiosi quali Schaffer, Lezine, Beller, Bronfenbrenner, che delineano i rapporti tra adulti e bambini come espressione di un sistema aperto in grado di autoregolarsi. Adulto e bambino si influenzano reciprocamente, mediante la costruzione di processi interattivi circolari, si giunge, quindi, al superamento della teoria che prevede un’idea di bambino solo meritevole di attenzione e cure affettuose, per approdare a quella di bambino come individuo competente attivo e interattivo. Il Nucleo centrale del lavoro al Nido, il suo compito primario risiede nella capacità di consentire al bambino di sviluppare legami significativi in grado di garantirgli una base sicura per la costruzione di sé e delle proprie competenze

Gli obiettivi educativi che ci prefiggiamo di realizzare sono:

  • Favorire lo sviluppo globale ed armonico della personalità del bambino in tutte le sue espressioni e manifestazioni.
  • Aiutare il bambino a svilupparsi a tutti i livelli (psicomotorio, sociale, affettivo, cognitivo) nella relazione con gli altri bambini, con gli adulti, con il suo ambiente, riconoscerlo come persona attiva sin dalla nascita, cittadino con un suo posto nella società, protagonista soggetto di diritti al quale la società deve sostegno e rispetto.
  • Accompagnare il bambino ad esprimere il proprio potenziale attraverso molteplici linguaggi ed attività.
  • Educare il bambino a vivere, apprendere, ascoltare e comunicare.
  • Favorire ed incoraggiare lo sviluppo di relazioni significative tra il bambino ed i suoi coetanei, gli adulti e l’ambiente.

Parliamo a questo proposito di “pedagogia della relazione”; aderire ad essa significa tendere ad un rapporto educatori/bambini che consenta una relazione individualizzata e, soprattutto, personalizzata. La pedagogia della relazione consta di interventi educativi che fanno leva sul sistema di scambi sociali utilizzandolo come strumento di crescita, attraverso tali scambi si vengono a creare un insieme di significati condivisi, lo sviluppo della socialità infantile è vista come ciò che consente, aiuta, favorisce la costruzione da parte di ciascun bambino della propria identità personale. Un insieme di azioni e situazioni dirette a tale scopo vengono programmate all’interno dell’equipe pedagogica che ha sviluppato il Progetto Pedagogico dell’Asilo Nido Barnepark:

  • Incontro tra bambini e bambini;
  • Incontro tra bambini e adulti;
  • Incontro tra adulti, per condividere ed arricchirsi l’un l’altro;
  • Azioni per accompagnare e sostenere il bambino nella conquista della progressiva conoscenza della realtà esterna in modo da favorire il suo processo di adattamento con una dialettica di assimilazione/accomodamento (Piaget), in cui la manipolazione e l’esplorazione degli oggetti e dei materiali è di fondamentale importanza, un processo di scoperta che può essere sollecitato, ma non imposto o insegnato
  • Azioni per facilitare il bambino nella conquista di una sempre maggiore autonomia
  • Azioni per sollecitare nel bambino lo sviluppo di una prospettiva multiculturale. Pur partendo dalla consapevolezza che ogni bambino e ogni famiglia rappresentano un “mondo culturale”, un’alchimia identitaria che si compone di caratteristiche e specificità singolari, è tuttavia evidente che oggi altre culture dell’infanzia e “nuove differenze” abitano i luoghi educativi per tutti; il nido rappresenta anche il luogo in cui i genitori si trovano gli uni accanto agli altri come utenti di un servizio che entra nella famiglia.
  • Azioni per incentivare il bambino ad un contatto diretto e rispettoso con la natura;
  • Azioni per agire in continuità con la famiglia e fornire un concreto sostegno alla genitorialità.

Il piccolo entra in relazione:

  • Con se stesso
  • Con altri bambini
  • Con gli adulti
  • Con l’ambiente esterno.

Quando queste relazioni diventano ricche di significati, di emozioni e di affettività portano il bambino a costruire la propria identità, la propria evoluzione. Il progetto pedagogico favorisce le situazioni che generano relazioni significative:

  • Attraverso l’ organizzazione dei tempi
  • Attraverso l’allestimento degli spazi interni
  • Attraverso il materiale proposto
  • Attraverso gli spazi esterni condivisi
  • Attraverso situazioni di incontro tra bambini e bambini, bambini e adulti, per condividere ed arricchirsi l’un l’altro.

Il bambino è persona attiva sin dalla nascita come un cittadino o una cittadina con un suo posto nella società, è un protagonista soggetto di diritti al quale la società deve sostegno e fornire rispetto. Il bambino è ricco: nato con un potenziale che potrà esprimersi con cento linguaggi, come costruttore di conoscenze, di identità, di cultura e valori, che cerca fin dalla nascita il senso del mondo. Il bambino è competente per vivere, apprendere, ascoltare e comunicare. (Irene Balaguer)